Nata a Muggia nel 1937, Emanuela Marassi studia pittura, poi entra nell’atelier di Pietro Dal Grande, maestro veneziano di intarsio. Da qui l’apertura di un suo laboratorio e la collaborazione, a partire dal 1961, con lo studio degli architetti Cervi, Frandoli e Nordio, a progetti di arredo d’interni per locali pubblici e navi.

 

 

 

 

 

 

 

 

Nel tempo il lavoro di Emanuela Marassi si è sviluppato nella direzione dell’arte, ma come dimenticare i suoi primi passi nel mondo dell’arte applicata e dell’arredo navale? I pannelli ad intarsio firmati con Augusto Cernigoj, che fu allievo al Bauhaus, rappresentano un filo rosso che lega il Friuli Venezia Giulia alla grande storia del design, e la tradizione alle contaminazioni attuali di ArtDesign.

Zebrani, fermalibri  con tarsie in  ebano e zebrano, 1991.

 

Calice realizzato per Graalglass, concorso internazionale di design Trieste Contemporanea, 2008.

Polittico di arte sacra, intarsio in legno e rame, progetto di Augusto Cernigoj, esecuzione di Emanuela Marassi, 1966.

 

Scene del mercato triestino, intarsi per i pannelli decorativi della sala congressi del Kulturni Dom di Trieste, ora sede del SSG–TSS Teatro Stabile Sloveno, progetto di Augusto Cernigoj, esecuzione di Emanuela Marassi, 1964.

 

 

 

È stato il mio maestro Augusto Cernigoj a insegnarmi a domare i materiali. “Nulla è impossibile”, mi diceva.
Emanuela Marassi

 

Autoritratto;  vi è inciso: “Se si ama una merla”, anagramma del suo nome.

2018. (Ph. Margherita Barnabà)

Nel lavoro artistico della Marassi emerge l’interesse per i materiali comuni e le loro lavorazioni, come in questo assemblaggio di vetro cristallo e cellophan.

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