A proposito del Bauhaus … relazioni pericolose e donne emancipate

2 Marzo 2020

Questa comunità  preferisce comportarsi in modo altamente provocatorio anche nelle situazioni più delicate.” (da un articolo pubblicato su Weimarische Zeitung il 13 giugno 1924)

Il Bauhaus fu una fucina di rapporti umani e non solo una incredibile avventura didattica. Talento e vita vissuta si fusero in un’esperienza esplosiva di cui si possono ancora ripercorrere le tracce. Il lavoro è ben documentato nei vari Archivi Bauhaus presenti nel mondo, come pure la vita che si svolgeva nel campus, e fuori dal campus, grazie alle fotografie di Lucia Moholy-Nagy ma anche agli scatti fatti per divertimento o per ricordare un momento speciale. Da qui si può partire per immaginare come era la vita vera al Bauhaus.

 

Destò scandalo la nascita del figlio di Lotte Beese, “logica conseguenza” (sono parole della Gazzetta di Weimar) di comportamenti inaccettabili per la morale pubblica di una cittadina che già sentiva l’avvento della reazione. Nella scuola, al contrario, si sentiva ancora l’energia della vita che rinasceva dopo la guerra. Lotte visse la sua triangolazione amorosa con Hannes Mayer, socio di Gropius e direttore del Bauhaus, a sua volta legato a Lena Mayer-Berner, anche lei studentessa nel laboratorio di tessitura. Poi sposò Mart Stam, l’architetto olandese che si contende con Marcel Breuer la paternità della sedia cantilever, ma quel figlio nato fuori dal matrimonio intanto diede scandalo nella cittadina di Weimar. Eppure esiste una fotografia di Hannes Meyer che guarda con amore un neonato, e testimonianze dirette raccontano di come i bambini fossero felici nel campus della scuola. Lotte non si diplomò ma concluse la sua vita con il prestigioso incarico di Responsabile della ricostruzione della città di Rotterdham.

 

E che dire di Johanna Volcker? Studentessa del Bauhaus nel 1920, ebbe subito il permesso di vestirsi da maschio e cambiare il suo nome in Hans. Scrisse entusiasta alla famiglia, finalmente libera di poter essere come si sentiva.

 

Gli studenti del Bauhaus prendevano anche il sole nudi sulle rive del fiume che attraversa la città: un altro dei comportamenti immorali, riportati negli articoli apparsi sulla Weimarische Zeitung (la Gazzetta di Weimar) che fomentarono a tal punto l’opinione pubblica da provocare il trasferimento del Bauhaus a Dessau.

 

Probabilmente non era così scandaloso vedere una donna con un marito molto più vecchio. Oltre a  Ise Gropius, Alice Vollmer trova il suo primo amore al Bauhaus sposando il capo architetto di Gropius, Ernst Neufert, come pure Alexandra Gutzeit-Röhl, di nobile famiglia, una carriera tra sartoria e scrittura, sposa il suo insegnante, il pittore Karl Peter Röhl, autore del primissimo logo del Bauhaus. Margit Tery-Adler-Bauschman incontra  qui lo storico dell’arte Bruno Adler, pochi anni di differenza ma uno docente e l’altra talentuosa studentessa, una vita nel settore pubblicità ma nessuna pagina Wikipedia.

Matrimoni che non durarono ma esperienze che conferirono alle donne del Bauhaus fama imperitura di donne emancipate simbolo.

 

[Questa ricerca fa parte del progetto DONNE AL BAUHAUS / LEONARDO DESIGNER, progetto realizzato con il sostegno della regione Friuli Venezia Giulia, Assessorato alla Cultura]

 

In copertina una delle fotografie più conosciute del Bauhaus, scattata da Lucia Moholy-Nagy, Qui un momento del videomapping dove si possono leggere tutti i nomi delle 376 donne che  frequentatono il Bauhaus (fonte Archivi del Bauhaus)

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