Progettare un kit per la sopravvivenza

8 Novembre 2017

Progettare un “kit di sopravvivenza” è una sfida dove sono presenti tutti i principi del design: essenzialità, universalità e durevolezza, usabilità, ergonomia. Deve, inoltre, racchiudere l’attrezzatura necessaria per affrontare occasioni particolari di emergenza più o meno grave, mantenendo una gradevole estetica.

 

Nella maggior parte dei casi, un “kit di emergenza” viene associato a situazioni disastrose e alle conseguenze che queste comportano nell’immediato. I designer di Box Clever (San Francisco), per esempio, hanno creato il kit tutto-in-uno Patch. Arrotolato dentro una bottiglia in acciaio inox, ha dimensioni contenute, ideali per il trasporto all’interno della tasca laterale di uno zaino. Una volta srotolato, si dispiega in un panno con 19 tasche e altrettanti tipi di strumenti, tra cui il necessario per il pronto soccorso, un accendino e una batteria di backup per il telefono.

 

In altri casi, alcune situazioni di emergenza si evolvono sino a diventare delle crisi durature. Ne è un esempio la vita nei campi di accoglienza che, seppure spesso ridotta a qualche mese, risulta difficile sia dal punto di vista psicologico che da quello fisico. Heat Rescue Disaster Recovery, sviluppato dalla designer Hikaru Imamura dopo il terremoto e lo tsunami di T?hoku, Giappone, nel 2011, risponde all’esigenza di ridurre gli effetti negativi della vita in un rifugio, coniugando la necessità di risposte repentine e facilmente reperibili con l’esigenza di soluzioni riutilizzabili e durature. Il kit, costituito da un bidone da benzina standard contenente bottiglie d'acqua, asciugamani, guanti protettivi, un mestolo e una quantità sufficiente di cibo liofilizzato per sostenere 30 persone per 2 giorni, può essere trasformato in stufa o “fornello” per cucinare o sterilizzare utensili scaldando dell’acqua al suo interno.

 

 

C’è chi, tuttavia, ha progettato un survival kit solo per divertimento. É il caso della tessera in acciaio inox incisa a laser ideata dall’Atelier Steffen Kehrle: un set portatile, lavabile e usa-e-getta, composto da forchette, coltelli, bottoni e altri accessori. Che voi vogliate mangiare delle patatine fritte senza sporcarvi, pregare con il vostro simbolo religioso fra le mani o condividere un cuore con un vostro compagno di campeggio, i designer  hanno pensato a ciascuno creando tessere di vari colori e dimensioni contenenti tanti accessori adatti per ogni occasione. Quasi a dire che chiunque può essere pronto per qualsiasi (dis-)avventura.

 

In questa sezione sono raccolti anche progetti dalla decisa  propensione all’innovazione tecnologica e alla conservazione ambientale, che includono strumenti per la ricarica (soprattutto solare e manuale) di dispositivi tech di consumo e vengono prodotti con materiale ecosostenibile.

 

Minim+Aid, ideato dallo studio giapponese di design Nendo, è versatile e compatto, composto da un cilindro impermeabile e galleggiante contenente un fischietto, un poncho anti-pioggia, una custodia di plastica e una radio con funzionalità di carica manuale, utilizzabile anche per ricaricare tramite USB sia il proprio smartphone che la lanterna in dotazione.

 

Concludendo, aggiungeremmo il termine inclusività ai principi della progettazione perché, citando il designer Frank Chimero, “le persone ignorano il design che ignora le persone”.

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