A Gorizia c'è una mostra sul design da non perdere: Anni 70, la creatività come antidoto. Arte, moda, design.

15 Agosto 2026

Anni Settanta, arte moda design, è una grande mostra che si può visitare a Gorizia a Palazzo Attems. Sono esposti oggetti, abiti, quadri e installazioni che offrono lo spaccato della creatività di quel tormentato decennio. Ricordiamoci delle domeniche d'austerità, del terrorismo, dell'omicidio di Pier Paolo Pasolini. Poi invece ricordiamoci di Fiorucci, di Joe Colombo, di Mario Bellini, di Gae Aulenti e tanti altri. "Eppure, dentro questo clima teso, spesso violento, l'Italia seppe generare una straordinaria vitalità culturale." Così Raffaella Sgubin, direttrice servizio ricerca dei musei, nell'introduzione al catalogo riassume questi anni in chiaroscuro. Anni che furono ancora più in chiaroscuro in Friuli Venezia Giulia, che nel 1976 visse la distruzione del terremoto e poi una ricostruzione che ha fatto storia. Mostra da visitare, catalogo da avere in biblioteca. Entrare nelle sale di Palazzo Attems Petzenstein, a Gorizia, significa immergersi in un decennio che siamo abituati a ricordare soprattutto per le sue contraddizioni: gli anni Settanta della crisi, della violenza politica e degli anni di piombo, ma anche delle grandi conquiste sociali e di una straordinaria libertà creativa. Visitabile fino al 29 novembre 2026, la mostra non propone una semplice sequenza cronologica ma mette in relazione tre mondi – arte, moda e design. Le forme, i colori, gli abiti e gli oggetti non sono semplicemente testimonianze di uno stile: sono la risposta di una società che sta cambiando velocemente. La creatività diventa uno strumento per immaginare il futuro proprio mentre il presente sembra metterlo in discussione. Ed è qui che il titolo acquista un significato contemporaneo. La creatività come antidoto non è soltanto una definizione degli anni Settanta: è una domanda rivolta al presente. In un'epoca nuovamente attraversata da incertezze e trasformazioni, la mostra suggerisce che progettare, sperimentare e mettere in discussione ciò che già conosciamo possono essere ancora forme di reazione e di libertà. Un percorso interessante non solo per chi vuole ritrovare la propria memoria degli anni Settanta, ma soprattutto per chi guarda al design come forma di cultura e come strumento capace di interpretare e trasformare la società. Una mostra assolutamente da vedere, un catalogo che non può mancare nelle librerie degli amici architetti, designer e simpatizzanti del design. Non ultimo perché all'interno della cornice nazionale un cameo sul design in Friuli ricorda come nella nostra regione si sia lavorato con grandi architetti e designer e siano presenti marchi più noti internazionalmente che in Friuli Venezia Giulia.

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